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Nell'agosto del 1997, dopo un incidente in Vespa che mi aveva massacrato una gamba, passavo la convalescenza a Isolabona,
mio paese natale. Mi dovevo inventare qualcosa per far passare il tempo. Così organizzai, nella biblioteca dedicata a Ferdinando
Peitavino, mio zio partigiano, un corso di computer per ragazzini. L'attrezzatura consisteva in un vecchio Macintosh classic, nella
foto, con un processore di 16 Mhz, 4 mega di ram e un hard disk di 40 mega. Dopo una diecina di giorni avevano imparato quel tanto che
basta per impaginare un giornale. La Gazzetta è nata così. Da allora ha continuato a uscire e ormai è conosciuta
in tutta la val Nervia. La tiratura è di 600 copie. ma in casi speciali ne abbiamo tirato 2000 copie. Non c'è mai stata
una riga di pubblicità. Io continuo ad abitare a Milano ma per fortuna c'è l'internet.
Alberto Cane
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