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PANNELLI

Introduzione

L'irrigazione
Storia delle Terme
A lescìa
La forza Idraulica
Il carsismo
Pesca all'anguilla
La diga di Tenarda
Le alluvioni
Il lago Pigo
Le fontane

IL LAGO PIGO, LUOGO STRATEGICO

di Christiane Eluère

Lo stesso idronimo Lago Pigo è una testimonianza, con la sua etimologia, della presenza di acque sulfuree, dal caratteristico odore forte : esso deriva dal latino basso medievale Lucus Putidus, cioè “ lago putrido, dal cattivo odore”. Nelle pareti laterali della conca del lago, infatti, poco lontano dal salto del torrente, sgorgavano quasi a livello dell’acqua due sorgenti, di cui una, la più abbondante, sulfurea. Questa denunciava la sua presenza diffondendo le carattestiche esalazioni, che si sentivano fin dal sovrastante ponte. I Pignaschi la chiamavo “aiga marcia” e le attribuivano efficacia terapeutica.
Secondo la leggenda, un giorno un pastore, per sperimentarne l'efficacia, vi immerse un agnello malato e per l'atto sacrilego la fonte scomparve per riapparire più in basso nella conca del lago dove in tempi più recenti si è certato di incanalarla e sfruttarla a scopi curativi.
Il toponimo compare già in un documento del 10 Febbraio 1226, e si puo dunque dedurre che la sorgente “ doveva sgorgare in quel punto almeno fin dall’epoca alto-medievale ”. Con ogni probabilità essa non si sposto mai dal letto fluviale e quindi la leggenda conservata nella tradizione popolare che la sorgente nascesse presso o sotto la chiesa di S. Maria di Nogareto, fu probabilmente creata dai rettori di quella chiesa per accrescerne la fama di luogo sacro.
C’è al contrario piuttosto l’ipotesi che rimanda all’epoca romana che la prossimità ad una sorgente termale di tale chiesa, unica pieve paleocristiana dell’alta Val Nervia: è noto come le sorgenti termali erano oggetto di venerazione presso gli antichi e come spesso il culto paleocristiano abbia sostituito precedenti culti pagani…
Il santuario di Santa Maria Assunta di Lago Pigo è un edificio oggi completamente abbandonato ma che conserva ancora tracce di un’archittettura originale. La chiesa è citata per la prima volta nel 1277 come Santa Maria di Nogareto e potrebbe risalire all’epoca della penetrazione nella zona dei monaci benedettini, che portavano metodi per la coltivazione intensiva e un adeguato sfruttamento boschivo e potrebbe forse essere stata edificata contemporaneamente alla chiesa San Tommaso all’altra estremità del paese. Nogareto potrebbe significare che la chiesa all’origine fosse costruita al centro di un noceto.
La chiesa di S. Maria di Nogareto, chiamata oggi dell’Assunta, era un santuario assai frequentato dagli abitanti del castello ma anche da pellegrini provenienti dai paesi vicini con processione da Pigna, invocando: Santa Maria della Giaira, ora pro nobis. (giaira: "ghiaia" in italiano: il letto del torrente e il torrente stesso).
La prima ristrutturazione di cui susistono tracce in forma di basilica a tre navate su slanciate colonne di pietra, è simile di aspetto a quello della parrocchiale San Michele anch’esso ricostruita a partire dal 1450. Nel XVIII secolo si pose mano ad una radicale ricostruzione del santuario.
Il ponte del Lago Pigo fu più volte distrutto e più volte ricostruito, a causa degli scontri armati tra le due fazioni, Pigna e Castelvittorio.
Dopo un tratatto firmato il 9 febbraio 1331 “in lagu Pigu”, c’è anche “la pace del Lago Pigo”, un documento dell'anno 1365 quando le lotte tra Guelfi e Ghibellini combattentisi nella Val Nervia sotto le insegne dei Grimaldi e dei Doria ebbero fine con la pace firmata il 24 marzo in territorio Pigne o inter dictum territorium et territorium Castri Franchi ad pontem et prope pontem Lagui Pugii.
Nel 1400 un accordo tra gli uomini di Pigna e quelli di Briga menziona i punti principali della strada da percorrere e precisa che essa, tra Pigna e l'allora Castelfranco, transitava attraverso il ponte lacus Pugus. Costume risalente a tempi assai più remoti...
Su disegni originale del 1672 che riproduce sommariamente una parte del territorio di Pigna e di Castelfranco, si trova segnato il ponte di lago Pigo come luogo strategico, circondato anche da numerosi mulini e frantoi, anche dalla chiesa Santa Maria di Nogareto e dalla chiesa San Fabbiano e San Sebastiano, oggi scomparsa.
Lago Pigo ed il suo ponte erano per gli abitanti dell'alta Val Nervia un passaggio ed insieme confine tra due comunità. Fu tanto spesso oggetto di liti tra Pigna e Castelvittorio tra l’altro a causa dell’utilizzazione delle acque del Nervia per l'irrigazione delle "canepare" ai lati del fiume e come forza motrice dei mulini e frantoi esistenti sulle due sponde.
Le pareti rocciose erano talmente contigue da rappresentare una posizione ideale per l'attraversamento del fiume. Su quegli enormi massi poggiava l'antico ponte costruito ad arco in solida muratura ma di larghezza assai limitata tanto che si rese necessario già un decennio prima dell'ultima guerra costruire a fianco di esso un altro ponte in cemento per la strada militare. Per proteggersi le spalle le truppe tedesche fecero saltare nella notte tra il 24 e 25 aprile 1945 il ponte della strada militare, questo travolse nella sua rovina anche la vecchia costruzione che gli stava accanto.



Chiesa della Madonna dell'Assunta situata sopra il lago Pigo

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