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di Christiane
Eluère
Una delle prime testimonianze letterarie dalle
sorgenti dacqua sulfurea della Val Nervia si trova nel libro Voyage aux Alpes Maritimes
scritto nel 1821 da Emile Fodéré, professore di fisica e chimica dellUniversità
di Nizza. Descrive le sorgenti sulfuree di Isolabona e di Pigna: a una lega da Isolabona verso Pigna, nella località
Gautè sgorga da una roccia, su 10 metri, attraverso dieci o dodici getti, una sorgente di questa natura lasciando molto
zolfo sulle pareti. Questacqua mi sembra molto leggera. Fino ad adesso poco conosciuta, dovrebbe essere utile per i problemi
di visceri e per le malattie della pelle abbastanza frequenti nella zona. E perciò ho raccomandato al Dr Gili di Isolabona
che mi aveva accompagnato, di provarla. Lui lha fatto con molto successo. Sarebbe utile creare uno stabilimento termale
in questo luogo piacevole e collegato con la strada a Nizza a dieci leghe da lì. Un altra sorgente della stessa natura,
ma tiepida, sgorga con forza da una roccia scistosa e calcarea nerastra, sotto una volta accanto ad un frantoio, un quarto di
lega dal borgo di Pigna, sui bordi dello stesso torrente Nervia: lascia grossi fiocchi grigi di zolfo che, depositati su un carbone
ardente, dopo essere stati essicati, distribuiscono un vapore solforoso con una fiamma simile allo zolfo in bastoncini. Non lho
analizzata
Nel 1839 lanalisi chimica dellacqua
di Pigna fu effettuata dal prof. Abbene e contiene : idrogeno solforato e verosimilmente
idrosolfuri, acido carbonico, solfato di soda, carbonato di soda, cloruro di sodio, tracce di carbonato di magnesio, ed una materia
organica simile alla glairina (sostanza organica azotata). Potrebbe contenere anche qualche ioduro .
Dopo Fodéré e Casalis, qualche altro eminente professore ribadisce le qualità terapeutiche delle acque di
Pigna come il medico sanremese dott. Francesco Onetti, e soprattutto Jacque-François Farina,
medico francese di chiara fama, venuto nella zona dopo avere visitato numerose altre località termali in Europa. Il suo
libro La vallée de la Nervia, pubblicato a Parigi nel 1874 farà
la più grande promozione pubblicitaria delle acque termali e della bellezza del luogo. Lidea di costruire uno stabilimento
termale e un annesso albergo va avanti. Del progetto di Fodéré di farlo a Isolabona non se ne parlà più.
Nel suo libro il dott. Farina presenta un progetto preciso in cui, tenendo conto delle risorse pastorizie della zona, suggerisce
di usare il siero del latte come bevanda curativa o per bagni e le aghifoglie dei boschi circostanti per predisporre bagni di
vapore resinoso. Il Lago Pigo e la sua sorgente sulfurea furono visitati dai turisti nella seconda metà dellOttocento.
Il dott. Farina aveva acquistato la concessione per lo sfruttamento della fonte il 21 Gennaio 1870. Avendo scoperto che il punto
di fuoriuscita dellacqua era più basso rispetto alla roccia sulla quale doveva passare per gettarsi nel torrente,
fece scavare nella roccia stessa un canale per facilitare il deflusso delle acque sulfuree. Questi lavori fecero sì che
la temperatura dellacqua si elevasse da 24 a 26°, che la portata passasse da 400 a 540 metri cubi giornalieri, cioè
375 l/mn. In seguito al terremoto del 1887, la portata della sorgente da 375 litri al minuto si ridusse a 100 l/mn.
A questepoca e nei primi anni del Novecento,
per venire incontro alle esigenze dei primi turisti, nei fabbricati rurali e nei frantoi furono ricavati locali dove venivano
tenute tinozze nelle quali era possibile faidei bagni con lacqua sulfurea. Infatti G. Rossi parla, nel 1903, dellapertura
recente di un primo stabilimento balneare. Possiamo immaginare questi turisti inglesi che scendevano nellHotel de Paris
o le nobile donne genovesi che soggiornavano nel vicino paese di Castelvittorio.
Lacqua veniva presa da un pozzo con una noria secondo la guida del Club Alpino Italiano, ma più verosimilmente con
secchi che, legati ad una corda, venivano calati lungo una cavità naturale rafforzata al suo interno da mattoni e sollevati
per unaltezza di circa venti metri. Negli anni 20 la parte inferiore dei complessi di frantoi è quasi distrutta.
Solo dopo la seconda guerra mondiale, Giovanni Battista Manesero, proprietario della fonte, riprese lidea di sfruttare adeguatamente
le acque sulfuree di Pigna. Doveva ritrovare la vena principale al fine di poter usufruire di una quantità sufficiente,
per questo Manesero scavò nelle rocce della riva sinistra. Le sue fatiche furono coronate da successo: la portata della
sorgente era di nuovo 5 l/secondo. Nel 1954 un nuovo stabilimento termale con annessa piscina fu inaugurato.
Le terme dacqua sulfurea Fonte Madonna Assunta lavorarono a pieno regime anche se solo nei mesi estivi fino al 1989. Per
ogni stagione, tra maggio e settembre, si contavano circa 3000 turisti italiani e stranieri, in maggioranza francesi, e tra i
clienti famosi delle Terme si può menzionare il tenore Di Stefano e la principessa Grace.
Dopo 11anni di studi e di lavori sulle sponde del Lago Pigo è stato inaugurato, il 25 giugno 2000, uno stabilimento termale
di prim'ordine, e il Grand Hotel Antiche Terme di Pigna, dotato di tutte le più moderne tecnologie.
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